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venerdì 6 ottobre 2017

Saluti



Darlington Hall, ottobre 2017

E' con grande soddisfazione ed orgoglio che sono lieto di condividere con voi la notizia, diffusa da poche ore, che Mr. Ishiguro ha vinto, tanto meritatamente quanto inaspettatamente, il premio Nobel per la Letteratura 2017. 

Ora si può davvero dire che il cerchio si è chiuso e che ogni cosa può tornare al suo posto senza ulteriore indugio.

Ho già raccontato di come per la prima volta dopo tanti anni uscii dai protettivi confini di Darlington Hall, approfittando della benevolenza con cui  Mr. Farraday, il nuovo brillante proprietario, mi propose di allontanarmi per qualche tempo dalla dimora dove a lungo avevo servito sua signoria Lord Darlington, per andare alla scoperta del mondo esterno. Come noto, accettai la cortese offerta soltanto dopo aver realizzato che essa sarebbe stata una magnifica occasione per verificare cosa Miss Kenton avesse in mente e se ci fosse una seppur remota possibilità di riaverla in servizio con noi.

Quel viaggio fu un’esperienza  eccezionalmente istruttiva, per certi versi elettrizzante e illuminante, che mi diede nuova ispirazione per perfezionare il servizio che sono onorato di rendere nella casa alla quale dedico tutto il mio impegno e tutte le mie energie.

Ho raccontato queste cose in un primo “post”, circa quattro anni fa, a cui ne sono seguiti numerosi altri. E’ sorprendente come la vanità, la curiosità e altre debolezze umane ci portino invero a scoprire che il mondo è un luogo pieno di bellezza e che anche la sua pallida rappresentazione virtuale, il cosiddetto “web”, può essere incredibilmente interessante se solo si ha l’accortezza di proteggersi dai pochi facinorosi che diffondono miasmi e veleni, finendo solo con il nuocere a sé e agli altri. 
Resto convinto, forse ingenuamente, che la forza della parola prevarrà sempre sulla menzogna, la violenza e l’inganno.

Ora, dopo il prestigioso riconoscimento assegnato allo scrittore che benevolmente mi ha donato forma e vita e al quale sarò eternamente debitore, è tempo di tornare nuovamente a casa.

Auguro a tutti coloro che in questo tempo ho incidentalmente incontrato nel variegato mondo del web un buon proseguimento, felicità e pace.

Con rispetto,

Stevens


domenica 23 aprile 2017

Il mio Tempo di Libri



Ieri, sabato 22 aprile, ho trascorso un’interessantissima giornata fitta di incontri a Tempo di Libri, la nuova fiera del libro che si svolge nel quartiere di Fiera Milano, a Rho. 
La mattinata parte subito frizzante: il primo incontro è con Marco Malvaldi e Chiara Valerio (che è anche direttrice della manifestazione) sul tema “Matematica e libertà”. 

Marco Malvaldi e Chiara Valerio

Un’ora volata via troppo in fretta, avrei voluto ascoltare ancora la torrenziale e autoironica autrice della “Storia umana della matematica” in compagnia dell’ex ricercatore pisano che ha preferito il BarLume all’Università. Tra citazione di teoremi, aneddoti e divulgazione impepata dalla verve dei due scrittori, non si è proprio corso il rischio di annoiarsi. Portandosi a casa anche un po’ di spunti da ricordare. Ne voglio citare almeno uno, sulla manipolazione dei dati apparentemente scientifici. Stati Uniti d’America, caso O.J. Simpson, accusato di aver ucciso la moglie. Emerge che lui era solito picchiarla. L’avvocato difensore impressiona la giuria citando questa statistica: quando un marito picchia la moglie, soltanto in un caso su 2.500 poi la uccide. Il dato è giusto, ma la statistica è presentata in modo sbagliato, perché omette una condizione fondamentale. La statistica corretta è questa: in caso di morte violenta della moglie, se si scopre che il marito la picchiava, nel 98% dei casi lui è anche responsabile della sua morte. Da allora negli USA la statistica forense deve obbligatoriamente sottoporsi a test di correttezza scientifica.
Andrea Vitali


Alle 11.30 c’è giusto il tempo di affacciarsi da Andrea Vitali, che legge pagine che ci trasportano sulle acque del lago di Como, prima di seguire la presentazione del nuovo romanzo di Carlo Lucarelli, “Intrigo italiano”, un giallo ambientato negli anni ’50 del secolo scorso.



Lucarelli parla dell’analogia tra il giallo e tante vicende della storia e cronaca italiana. Azzarda anche un ardito parallelismo tra il mestiere di giallista e il mestiere di storico: entrambi devono scavare, investigare, ricostruire e naturalmente documentarsi. Per lo scrittore, specie se di romanzi gialli, la cura dei dettagli, la credibilità del contesto è fondamentale. 

Carlo Lucarelli
La polizia italiana ha istituito il “Premio Fedeli” per giudicare la verosimiglianza dell’ambientazione dei nostri gialli. E le storie ambientate in anni che l’autore non ha vissuto in prima persona pongono evidentemente ancora più difficoltà. Compiendo ogni gesto quotidiano, occorre immaginare come lo avrebbero fatto a quei tempi. Sapevate ad esempio che le strisce pedonali sono state introdotte in Italia soltanto con il codice della strada del 1959? Per questo nei film girati in epoca precedente tutti corrono quando attraversano la strada. Poi ci sono i dettagli, pur giusti, che non corrispondono al senso comune dei lettori, che li avvertono come sbagliati. Ad esempio, tutti ricordiamo che durante il fascismo era in voga l’uso del “voi” invece che del “lei”. Eppure il cambio del pronome di cortesia avvenne soltanto nell’ultima parte del periodo fascista, mentre per buona parte del ventennio ci si dava normalmente del “lei”. In questi casi, lo scrittore adotta alcuni escamotage per far capire al lettore che non si tratta di una svista, ma di un dettaglio corretto, anche se apparentemente incongruo.

Alle 12.30 scelgo il dibattito tra Piercamillo Davigo e Giuliano Pisapia, sullo spunto del saggio scritto dall’attuale presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati: “Il sistema della corruzione”. Le posizioni di entrambi sono note, ma dopo un’ora di dialogo serrato gli appunti sono fittissimi ed è difficile fare una sintesi. 
Pier Camillo Davigo e Giuliano Pisapia


Preferisco riportare un paio di osservazioni su cui mi sono trovato particolarmente in sintonia. Pisapia ha giustamente rilevato come le statistiche che evidenziano che l’Italia, in quanto a livello di corruzione, raggiunge posizioni preoccupanti in compagnia di Paesi del Terzo e Quarto Mondo, non tengano conto della micro corruzione, capillare e diffusissima che esiste in quei Paesi: se fosse rilevata, l’Italia non sarebbe così in fondo alla classifica. Davigo invece ha criticato la troppo ampia discrezionalità concessa al giudice nel decidere la pena (il furto d’auto può essere sanzionabile da un minimo di 17 giorni a un massimo di 30 anni) sostenendo che il problema non è di alzare i massimi, bensì i minimi. Si è poi esibito in un’efficace boutade, citando inavvertitamente “Divorzio all’italiana” di Pietro Germi, quando ha calcolato che, che tra il cumulo di attenuanti, rito abbreviato ed altri benefici, l’uxoricidio potrebbe risultare più conveniente rispetto ad una causa di separazione.

E in merito alla corruzione, oltre ad evidenziare alcune incongruenze tecniche nella legislazione e negli strumenti a disposizione della magistratura, ha sottolineato molto l’aspetto culturale che caratterizza il nostro Paese. Ci sono comportamenti che dovrebbero essere sanzionati socialmente anche se non sono reati: in molti Paesi ciò avviene normalmente, ma in Italia “si aspettano le sentenze”. Soprattutto, gli onesti hanno il torto di non prendere sufficientemente le distanze dai disonesti.

Alla fine ho acquistato il libro di Davigo, non perché mi riconosca interamente nelle sue tesi (come minimo ne so troppo poco) ma perché ogni proposta intelligente mi sembra utile a farsi un’idea migliore sul tema.

Dopo il dibattito sulla giustizia, la pausa pranzo prosegue “leggera” con il dibattito sulla burocrazia: ore 13.30, è il turno di Francesco Giavazzi e Giorgio Barbieri, che hanno scritto “I signori del tempo perso” e rispondono alle domande di Ferruccio De Bortoli

Francesco Giavazzi, Giorgio Barbieri e Ferruccio De Bortoli
Andiamo direttamente alle proposte: in attesa di leggere il libro, sembra che la proposta sia fondamentalmente una: rotazione dei dirigenti, non permettere che ci siano posizioni che si trasformino in una sorta di mandarinato. E creare l’obbligo di trasferirsi al settore privato dopo un certo numero di anni, in modo che la necessità di farsi assumere diventi incentivo alla qualità del lavoro. Spesso nella successione dei Governi non si avverte cambiamento perché la macchina dell’esecutivo rimane nelle mani dei più alti funzionari. Nessuno dei Governi italiani degli ultimi anni (con l’eccezione di Ciampi nel 1993) è mai riuscito a sostituire i massimi funzionari ministeriali. La riforma della Pubblica Amministrazione tentata dal ministro Madia, pur contenendo violazioni a ben sei articoli della Costituzione, prevedeva la rotazione dei dirigenti. Anche Boeri all’INPS sta facendo azioni in questo senso. Non a caso le reazioni sono molto forti.

Anche in questo caso, acquisto il libro per cercare di capire meglio. E una domanda mi ronza in testa: ok la rotazione, ma in questo modo non si creano i presupposti per uno “spoil system” senza freni? Una rilettura del capitolo introduttivo della “Lettera Scarlatta”, nel quale Hawthorne parla della sua esperienza di funzionario alla Dogana, può essere un utile accompagnamento al saggio di Giavazzi-Barbieri.



Alle 15.30, altra tappa della mia maratona fieristica (prevalentemente dedicata ai saggi) con Luca Ricolfi, Marco Damilano e Guliano Pisapia. Si presenta l’ultimo libro di Ricolfi: “Sinistra e popolo”. 
Luca Ricolfi, marco Damilano, Giuliano Pisapia


Damilano esordisce perfido con l’annuncio che con questo libro si demolisce niente meno che il Bobbio di “Destra e Sinistra” , cosa che inizialmente non mi scalfisce (figurarsi, ci vuol altro!) ma poi piano piano affiora e si impone l’imperativo di disseppellire quel libricino fitto di annotazioni, dovunque esso sia, e di metterlo a confronto con l’impertinente Ricolfi, che come sempre esprime concetti anche molto forti, ma sostenuti da un grosso lavoro di ricerca e di analisi.

Il sociologo torinese chiarisce subito che il suo intento non è di dimostrare il distacco tra la sinistra e i ceti popolari, che è un fatto piuttosto evidente, ma di cercare di capire quando esso sia iniziato e perché. E si parte da lontano: Ricolfi sostiene che la lunga marcia che ha reso la sinistra sempre più impiegatizia (anzi pubblico-impiegatizia) e sempre meno operaia, iniziò nel mitico PCI di Berlinguer.

E con questo salgono a tre i volumi che metto in borsa con l’intento non tanto di condividere, quanto di capire, confrontare, distinguere.

16.30: non si propongono libri, ma si ragiona sull’affidabilità di ciò che si legge (“fake news” è l’espressione ormai entrata nel lessico quotidiano) nell’incontro con Corrado Sinigaglia (professore di filosofia della scienza) e Giovanni Ziccardi (professore di informatica giuridica) moderato da Piero Attanasio dell’Associazione Italiana Editori. 
Corrado Sinisgaglia, Piero Attanasio e Giovanni Ziccardi

Il titolo del dibattito è: “I libri nel mondo della post verità”. Sinigaglia precisa opportunamente che la tendenza alla dequalificazione delle pubblicazioni, anche in campo scientifico,  è iniziata ben prima dell’era Internet 2.0 (la seconda fase di internet, quella caratterizzata dai social network che concedono a chiunque la possibilità di raggiungere una grande potenza mediatica). Inoltre le “fake news” sono spesso estrapolazioni di fatti localmente veri, ma del tutto decontestualizzati. Contrastarle è spesso una fatica vana, in quanto il “fake” fa sempre più audience della noiosa e faticosa verità. Ziccardi aggiunge che si creano meccanismi perversi basati sul consenso, nei quali la fake news è la moneta di scambio per la crescita di popolarità. In questo l’editoria può avere un ruolo fondamentale. Gli studiosi che dedicano anni di studio prima di pubblicare un libro, che magari da decenni sono concentrati su un’unica area di approfondimento, hanno bisogno di canali in cui la loro comunicazione “fuori dal tempo” possa essere veicolata. 

D’altronde, è la mia riflessione personale, le fake news sembrano ormai strangolare l’enorme libertà di espressione che si era creata nei primi tempi dell’era dei social network. Man mano che le voci sulla piazza virtuale sono aumentate, soltanto chi grida più forte riesce a farsi sentire. E non sempre chi grida più forte dice le cose più sensate. E sui pericoli di un eccessivo “controllo” dell’informazione, mi viene da pensare alla vecchia distinzione tra i fatti e le opinioni: dovremmo fare in modo di dividerci sulle opinioni, evitando di parlare a vanvera sui fatti.

Domenico Quirico e Sergio Ramazzotti
Concludo la mia visita a Tempo di Libri con l’incontro con il giornalista Domenico Quirico e il fotoreporter Sergio Ramazzotti sul tema: “E’ ancora possibile fare del buon giornalismo?”, sottotitolo del libro di Quirico “Il tuffo nel pozzo”. 

E’ l’incontro più carico di pathos di tutta la giornata. Quirico, inviato in zone di guerra, sequestrato in Siria per cinque mesi, è un reporter che interpreta la sua professione come una missione totalizzante, dove non sono possibili mediazioni o compromessi. Per lui esiste un solo modo di fare giornalismo: raccontare ciò che si vede e soltanto ciò che si vede. I giornali si ridurrebbero a cinque pagine scarse, ma sarebbero infinitamente più interessanti.

Sergio Ramazzotti presenta una storia in immagini, che si svolge nell’arco di 72 ore, da guardare in silenzio, per scoprire alla fine che si tratta di un viaggio per andare a morire in una “clinica” svizzera che pratica l’eutanasia, o per meglio dire, il suicidio assistito. Una storia che tocca l’anima (questo dovrebbe fare per Quirico il buon giornalista: toccare l’anima) e ci fa vedere con i nostri occhi queste famigerate “cliniche”, in realtà bilocali con angolo cottura. Essere sul posto, raccontare in presa diretta, è tutto ciò che di nobile esiste nella professione del giornalista.  E del fotoreporter.


Dulcis in fundo, i mei acquisti: oltre ai libri presentati durante l’incontro, ho approfittato dell’occasione per aggiungere sullo scaffale due romanzi che si preannunciano come due gioiellini della letteratura: I duellanti di Conrad e Il colpo di grazia di Marguerite Yourcenar. Inoltre un saggio economico di Stiglitz: La grande frattura – La disuguaglianza e i modi per sconfiggerla.


domenica 29 maggio 2016

Un santo protettore contro le malelingue



Narra la leggenda che Venceslao IV ( n.1361 - m.1419), re di Germania e di Boemia e soprannominato dai suoi sudditi  il “re fannullone” per  i suoi continui tentennamenti  e per il temperamento vizioso, nutrendo continui e paranoici dubbi sulla fedeltà della sua sposa, pretese dal confessore della regina, Giovanni da Nepomuk, che gli rivelasse ciò che lei gli raccontava nel segreto del confessionale.

Di fronte al rifiuto del sacerdote, il 16 maggio 1393 re Venceslao lo fece torturare e poi gettare ancora vivo nelle acque della Moldava. Sempre secondo la leggenda, la lingua taciturna di San Giovanni Nepomuceno fu ritrovata secoli dopo ancora intatta. Santo patrono di Boemia, dei confessori, delle acque e contro le calamità naturali,  il suo nome può a buon diritto essere invocato a protezione da tutte le malelingue e a tutela della riservatezza.

Insomma un santo a cui votarsi contro tutti i danni provocati dalle acque e dalle bocche, quando entrambe crescono, si fanno aggressive e montano impetuose. In parecchi ponti in giro per il mondo sono state erette statue in suo nome e non sarebbe male dedicargli una piccola edicola virtuale anche nella mitica Rete. 
Visto che fioccano le Giornate Mondiali dedicate ad ogni cosa, si potrebbe istituire per il 16 maggio, giorno della sua ricorrenza, la Giornata Mondiale di astensione dal pettegolezzo... :-)

sabato 24 ottobre 2015

Lettera ad un ragazzo sano (evento guest blogger)



La community  di G+ "Blogger and Blog" ha lanciato l'iniziativa "Guest Blogger per un giorno", che consiste nell'ospitare nel proprio blog un post di un altro blogger e/o pubblicare un proprio intervento chiedendo ospitalità a un altro membro della community.

Io sono lieto di ospitare Silvia, che gestisce il blog "moto39ilblog", che in questo intervento racconta con molta intensità la sua esperienza. 

Quello che resta del giorno è uno spazio dedicato principalmente al tempo libero, o liberato dalla fatica quotidiana, salvo poi scoprire che il tempo è uno, che le linee di demarcazione sono sempre un po' arbitrarie e che la passione segue suoi canali e percorsi che fortunatamente non sono mai del tutto prevedibili. In questo vedo un collegamento con l'intervento di Silvia e con il suo blog: nel lavoro, nella famiglia, nel tempo libero cerchiamo tutti di fare qualche progresso nel difficile mestiere di vivere.

LETTERA AD UN RAGAZZO  SANO

Ciao, mi presento perché non ci conosciamo.
Mi chiamo Silvia e mi occupo della comunicazione sul web dell’azienda di famiglia.
Ci occupiamo di mobilità, vendendo e riparando scooter, oltre ad avere un’autorimessa, azienda che è di mio marito da quasi 40 anni ormai.
Prima ero sempre in concessionaria con lui e la sua famiglia (figlio e sorella), poi una grave malattia ha colpito mio marito (che fortunatamente adesso sta meglio)ma da allora ci siamo dovuti reinventare.
Non potendo più essere molto presenti in azienda, lui pensa a star bene ed io mi sono rimessa a studiare, ho aperto un blog, che utilizzo per comunicare con i nostri clienti, presenti e futuri (spero sempre…) pensa io! Che fino a Luglio dell’anno scorso avevo un telefonino a conchiglia e facebook lo consideravo come un giochino per ragazzi … Adesso gestisco 8 profili social ed un blog con annesso sito e e-commerce… da non crederci, e nasco veterinario!!
Si perché, per l’azienda di famiglia, 16 anni fa ho mollato la mia professione, ma questa è un’altra storia.
E’ successo a Giugno del 2014, ho rischiato di perderlo (il marito intendo) per fortuna si è salvato, ma da allora abbiamo tutti e due, una sensibilità diversa nei confronti della vita, l’uno per l’altra, nei confronti delle cose davvero importanti, prima si litigava per qualunque sciocchezza, oggi non litigheremmo nemmeno per tutto l’oro del mondo. (siamo insieme da 24 anni, io ne ho 47, lui 62 ho passato più tempo con lui che da sola …)
Questa esperienza ha tirato fuori il meglio di noi, o perlomeno, il suo meglio certamente!
I suoi peggiori difetti si sono sciolti come un gelato al sole (lo so, si dice neve, ma il gelato è più buono …) è una persona diversa, più sensibile, comprensiva, riflessiva.
Insomma dalla malattia è rinato un nuovo Luigi (così si chiama mio marito) ed una nuova Silvia.
Da allora ho capito che la salute, il nostro benessere è sempre dato per scontato, fino a quando …. non ci viene tolto. Solo allora capiamo quanto sia importante poterci muovere, parlare, vedere, toccare … tutte cose che diamo per normali, per dovute.
Pensa: alzarti la mattina ed essere senza dolori, pensi che sia normale? Non lo è per tutti purtroppo.
Il mondo virtuale mi sta dando molto di più di quello che pensavo.
Ho scoperto persone davvero speciali con una positività ed una voglia di fare, non comuni.
Storie incredibili che mi hanno spinta a voler dare il mio contributo cercando di fare qualcosa di più della semplice promozione.
E’ nata così la collaborazione con un blogger, Luca Govoni che si occupa di guida sicura in moto, che scrive sul mio blog (oltre ad avere un suo sito) con una rubrica dedicata e lezioni per imparare a guidare lo scooter.
E poi sul web ho scoperto che esistono persone che, senza volere per forza guadagnare qualcosa (raro oggi, non trovi?) si occupano di combattere per avere delle strade decenti, per eliminare le possibili cause di infortuni dei centauri, o che scrivono libri per bambini per insegnare loro ed ai loro genitori, come fare per essere trasportati in moto, senza rischiare la vita tutte le volte che fanno dieci metri … .
Ho scoperto che un’azienda importante come la Givi (una ditta che costruisce accessori per moto e scooter, leader in Italia ed in Europa) è stata fondata da un uomo che ha deciso di cambiare vita dopo un incidente in moto!
Ha trasformato la sua passione nel suo fantastico futuro, grazie ad una scampata disgrazia.
La persona che ha scritto il libro per i bambini è una giornalista Giovanna Guiso, che si è resa conto delle pessime condizioni delle strade, mentre era alla guida della sua moto, dopo che il marito ha avuto un grave incidente, in moto appunto.
Da allora scrive per evitare che accada ad altri, ed il marito per fortuna sta bene!
(Queste sono tutte persone le cui storie trovi nel mio blog, storie straordinarie nella loro normalità, perché fanno cose davvero grandi, facendole sembrare le più semplici)
Mauro Favazza è il ragazzo che, gratuitamente, ha deciso di fondare un suo comitato per la sicurezza in strada di tutti i fruitori delle due ruote!
Lo ha fatto dopo che ha visto schiantarsi, morire e distruggersi tante vite, troppe, a volte in modo stupido, se così si può dire della morte.
Ma è stupido morire perché un amministratore non ha voluto mettere a posto un tombino, o perché in Italia si usano vernici per fare la segnaletica orizzontale che diventano delle saponette appena c’è un tempo leggermente umido.
E’ stupido farsi male perché si pensa che tanto succede sempre a qualcun altro!
La consapevolezza del valore della propria salute fisica è fondamentale.
Ti faccio un esempio.
Riccardo Matesic è un giornalista, motociclista, e fondatore di Guidasicuramoto un portale dove hai la possibilità di iscriverti a corsi di guida sicura in moto.
Quando gli ho chiesto chi fosse più bravo, secondo lui a guidare le moto se gli uomini o le donne? Mi ha risposto:” le donne, per un motivo molto semplice: sono loro che si mettono in discussione, sono loro che ammettono di avere delle difficoltà e, riconoscendo i loro limiti, imparano molto prima e molto meglio, senza presunzione!”
E fondamentalmente è ciò che ti succede quando hai un problema fisico improvviso.
Immagina se, di colpo, tu non fossi più in grado di camminare diritto, se d’un tratto il tuo fisico, il tuo cervello, non ti facesse più percepire il mondo come lo hai sempre visto.
Se vuoi sopravvivere a questo, l’unica soluzione è mettersi in discussione e re-imparare a camminare, ad esempio.
Imparare, capire, studiare … il tuo corpo diventa un estraneo ed hai bisogno di conoscerlo di nuovo.
“Piacere sono il tuo braccio … se mi muovi così faccio così, ma se mi muovi cosà, non faccio più niente …” oppure “scusa ma, tu mi starai dicendo di andare diritto, ma il tuo cervello mi sta dicendo di andare a destra … cerca di capire il messaggio giusto, se no non andiamo da nessuna parte, continuiamo a girare in tondo …”
Beh, non ci crederai ma il mio sogno è che tutti, ragazzi compresi, tu compreso, capiste e non deste più per scontato il vostro corpo, la salute fisica e mentale!
L’altra sera in una trasmissione televisiva ho visto un ragazzo che andava in moto.
Presentava questo fatto, come una performance, una cosa straordinaria.
Correva in un circuito e la cosa straordinaria è che non aveva (in realtà non ha) più l’uso delle gambe in seguito ad un incidente!
Ha raccontato di essere stato un ragazzo molto irrequieto, con un rapporto complicato con la sua famiglia, con amici irrequieti quanto lui … è stato in coma e quando ne è uscito, non aveva più l’uso delle gambe!
Ha dovuto re-imparare a convivere con il suo corpo, si è dovuto mettere in discussione. Ha detto che il suo incidente ha rimesso a posto tutto, compreso il rapporto con la sua famiglia ed anche i suoi amici sono diventati ragazzi normali, da scapestrati che erano …
Io e Luigi abbiamo sorriso e ci siamo guardati, capendo perfettamente cosa intendesse dire quel ragazzo.
Maximilian Sontacchi, così si chiama, adesso ha un sogno, quello di riuscire ad aprire una scuola di moto per paraplegici e mi auguro che ci riesca e che trovi gli sponsor giusti per far si che diventi il suo futuro!
Ma ancora una volta l’amaro in bocca sale perché c’è voluta una disgrazia per far capire il buono delle cose.
Ed allora eccomi qui anch’io ad accodarmi alla lunga lista di coloro che urlano nel silenzio: STATE ATTENTIIIIII ……………
ANDATE PIANOOO ………………….
NON GUARDATE IL TELEFONINO SE SIETE ALLA GUIDAAAAAA
Sperando che, in questa valle di sordi, anche uno solo si stappi le orecchie e capisca che basta un attimo e tutto cambia … ed allora anche lui diventerà un urlatore nel silenzio e non sarà troppo tardi, perché la vita gli donerà fantastici regali, ma lo farebbe anche senza incidenti …
CARO RAGAZZO SANO, CERCA DI RIMANERE TALE E DI NON FARTI DEL MALE, PERCHE’ LA VITA VA VISSUTA, NON STRAPAZZATA!
Ti auguro il futuro più bello del mondo, perché il futuro è solo nelle tue mani!
Un caro saluto
Silvia
P.S. Ci sono cose che scrivi in un mese, che impieghi giorni a metabolizzare e poi ci sono cose che ti si buttano fuori dal cuore e non puoi trattenere …
Devo ringraziare Pierpaolo, proprietario di questo blog, perché mi ha dato la possibilità di lasciar volare via questi miei pensieri, liberi finalmente di andare, dove li porterà il cuore … (Susanna Tamaro docet)