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domenica 18 ottobre 2015

Into the Wild

Into the Wild è un film del 2007, diretto da Sean Penn e ispirato dal libro Nelle terre estreme, di Jon Krakauer (1996) che tre anni prima aveva scritto l'articolo "Morte di un innocente" sul caso di Christopher McCandless


Tre anni dopo il primo articolo, Jon Kakauer racconta la storia completa di Christopher McCandless in un libro del 1996
Thoreau, con Tolstoj e Jack London,  era uno degli autori prediletti di Christopher McCandless

 
Il libro pubblicato quest'anno dalla sorella di Christopher McCandless, a più di vent'anni dalla sua morte

Una foto di Chrisopher McCandless, e la sua frase più celebre, il suo amaro testamento spirituale





mercoledì 30 settembre 2015

Piatti senza frontiere

Ormai da tempo il cibo è diventato una presenza anche un po’ ossessiva nella vita di ognuno di noi. Impossibile scampare: un diluvio di pietanze fotografate e postate nei social network, gare di cucina trasmesse a tutte le ore e  in tutte le tv, rubriche, articoli e segnalazioni sui locali più “cool” del momento, continue conferme e smentite scientifiche o pseudo-scientifiche sulla validità di questa o quella dieta e sulla capacità che questo o quell'altro alimento avrebbero di farci vivere più a lungo, essere più belli, più sani, più attivi, più intelligenti.
Certamente tramite il cibo si riescono a veicolare moltissime altre idee,  il cibo è argomento che attraversa parecchi ambiti e parlare di un piatto può portare a toccare la geografia, la storia, l’economia, la medicina, la letteratura. Si potrebbe dire in parte lo stesso anche per il giardinaggio, la moda, l’oreficeria, ma il cibo è anche un bisogno primario e dunque possiede una forza e una concretezza immediata, che si coglie istintivamente. Che poi riesca a colpire la nostra testa, oltre che la gola e la pancia, dipende dall’ingegno e dall’abilità di chi lo prepara e lo propone.
“Piatti senza frontiere” è un libro che abbina il cibo al tema del viaggio e già questo è un motivo per sfogliarlo con interesse. Scritto dalla giornalista Francesca Cosentino e ispirato al suo blog Ostriche (ostrichecucina.wordpress.com)  si propone di presentare “ricette conosciute in giro per il mondo, ma vicine al nostro gusto e semplici da realizzare” .
Ogni ricetta è accompagnata da un breve spiegazione che tratta della sua origine, illustra come essa sia stata adattata e reinterpretata in diverse zone del mondo, fornisce consigli sui locali in cui viene proposta in modo speciale, suggerisce abbinamenti musicali, cinematografici e letterari. Insomma: se anche siete negati per i fornelli, potete pur sempre sorvolare su tempi di cottura, marinature e decorazioni varie e godervi una sfiziosa topografia del gusto.
Si passa dai salmoni del fiume Tay in Scozia alle boulangerie di Gordes in Provenza, alle mille vite di Jeema el-Fna a Marrakech. E poi la Boqueria, lo storico mercato di Barcellona, il Barrio Alto e l’Alfama di Lisbona, i vicoli di Bonifacio e Porto Vecchio.
Le ricette sono intervallate da approfondimenti dedicati a particolari profumi e  ingredienti (la lavanda, lo zenzero, i chiodi di garofano e molti altri) o a luoghi di culto per appassionati gourmet.
E poi curiosità varie: sapete ricavare un menu completo, dal primo al dolce, che abbia come leit-motiv i petali di rosa? Sapete che a Stoccolma si svolge la gara di cucina più famosa al mondo? E dove andare per mangiare un hamburger perfetto?

Scegliete voi se preparare le padelle o le valigie: io né l’uno né l’altro, mi rilasso sulle immagini, mi distendo sulle parole, cerco di memorizzare qualche primizia, faccio volare la fantasia e mi preparo a gustare la mia prossima pasta al pomodoro come fosse la prima volta.

giovedì 20 agosto 2015

I murales di Shoreditch, Londra

Alcune foto scattate nei giorni scorsi a Londra. Sono tutti murales creati nelle strade attorno a Brick Lane, la lunga via che da Whitechapel porta a Shoreditch, e nel quartiere di Shoreditch stesso. 
Propongo qui solo una parte di quelli che si trovano girando nella zona. Ogni angolo infatti nasconde una sorpresa.
Inserendo le foto in questo blog, mi sono accorto che mediante il loro semplice ordinamento si possono raccontare infinite storie. Ogni immagine è già una storia, ma le diverse sequenze che si possono comporre ci raccontano storie diverse, secondo la nostra fantasia, sensibilità, inclinazione.
Difficile sostenere che non si tratti di arte, visto che ogni opera esprime tanti significati del vivere in una città, l'inquietudine e la ribellione, la violenza e la libertà, l'aggressività e la pace, l'immaginazione e l'omologazione. E lo fanno generalmente con una perizia tecnica davvero notevole. 
Apparentemente combattuti dalle autorità londinesi, a Shoreditch i murales sono in realtà incentivati, se non addirittura commissionati, dai commercianti della zona, che ne hanno evidenti benefici. 
Quanti andrebbero in quel quartiere se non per ammirare queste opere e per calarsi nella speciale atmosfera che esse riescono a dare a tutta la zona? E, incentivati, tollerati o combattuti, molti di essi mi sembrano semplicemente molto belli.











 
 

 






lunedì 13 aprile 2015

Immaginazione


"All'uomo sensibile e immaginoso che viva, come io sono vissuto gran tempo, sentendo di continuo e immaginando, il mondo e gli oggetti sono in certo modo doppi. Egli vedrà cogli occhi una torre, una campagna; udrà cogli orecchi un suono di campana; e nel tempo stesso con l'immaginazione vedrà un'altra torre, un'altra campagna, udrà un altro suono. In questo secondo genere di obietti sta tutto il bello e il piacevole delle cose. Trista quella vita (ed è pur tale la vita comunemente) che non vede, non ode, non sente se non che oggetti semplici, quelli soli di cui gli occhi, gli orecchi e gli altri sentimenti ricevono la sensazione."
Giacomo Leopardi, Zibaldone - annotazione di Domenica 30 novembre 1828

sabato 18 ottobre 2014

Il fascino misterioso di Petra



“Petra è il più bel luogo della terra non per le sue rovine, ma per i colori delle rocce, tutte rosse e nere con strisce verdi e azzurre, quasi dei piccoli corrugamenti, e per le forme delle sue pietre e guglie, e per la sua fantastica gola, in cui scorre l’acqua sorgiva. Di questo paesaggio ho letto una serie infinita di descrizioni che però non riescono assolutamente a darne un’idea conforme al vero e sono sicuro che nemmeno io vi riuscirei. Quindi tu non saprai mai che cosa sia la realtà di Petra, a meno che tu non ci venga di persona”
Lawrence d’Arabia




“E’ come entrare nel grembo del mondo, nello sconfinato ventre della Terra. Si avverte la memoria, la venuta dei profeti, e la partenza delle carovane verso regni lontani”

Gamal al Ghitani, 1993






 “Trovatemi un’altra meraviglia così ben conservata nel medio oriente, una città rosa, antica quanto metà del tempo”
 John William Burgon,  Petra 1845


“It seems no work of Man's creative hand,

by labor wrought as wavering fancy planned;

But from the rock as by magic grown,

eternal, silent, beautiful, alone!

Not virgin-white like that old Doric shrine,

where erst Athena held her rites divine;

Not saintly-grey, like many a minster fane,

that crowns the hill and consecrates the plain;

But rose-red as if the blush of dawn,


that first beheld them were not yet withdrawn;

The hues of youth upon a brow of woe,

which Man deemed old two thousand years ago,

match me such marvel save in Eastern clime,

a rose-red city half as old as time.”

giovedì 15 maggio 2014

Vieni via con me

Gianni Berengo Gardin, Gran Bretagna 1977

Gianni Berengo Gardin, Normandia 1953
Gianni Berengo Gardin, Lido di Venezia, 1959

Gianni Barengo Gardin, Venezia 1959

Gianni Berengo Gardin


Gianni Berengo Gardin, Milano Stazione Centrale, anni '90




Gianni Barengo Gardin, Milano 2012