lunedì 22 agosto 2016

Marco Malvaldi, Le regole del gioco

Il primo libro che ho letto di Marco Malvaldi non è uno dei suoi celebri romanzi gialli, ma un libricino nel quale l’ex ricercatore pisano ci intrattiene con grande verve su altre due sue grandi passioni: lo sport e la scienza.
E’ una lettura gradevole, nella quale la difficoltà delle teorie scientifiche è surclassata dal toscanissimo umorismo dell’autore e la pesantezza degli esperimenti è oscurata dai numerosi aneddoti e ricordi di Olimpiadi, Mondiali di calcio e competizioni varie.
Si parla di fisica, matematica, neuroscienza, psicologia, statistica, ma anche della “maledetta” di Andrea Pirlo, del “tiki taka” del Barcellona, di Dick Fosbury, di tuffi dal trampolino e di tennistavolo.
Insomma, Malvaldi ci offre persino qualche copertura intellettuale per le nostre ore trascorse sul divano a guardare lo sport in tv. Anzi fa di più, arrivando a sostenere un collegamento tra il nostro interesse per le gare sportive e l’evoluzione della specie.
Non è che si capisca proprio tutto al primo colpo, e spesso l’autore gigioneggia ricercando l’effetto “oh”, ma non è escluso che per qualcuno queste pagine costituiscano uno spunto interessante per successivi approfondimenti.
In definitiva, un libro furbetto ma simpatico, che a me è servito per avvicinarmi ad uno scrittore sul quale finora ho letto opinioni molto contrastanti.

2 commenti:

Estratti di ortica ha detto...

Me lo segno, grazie!

Pierpaolo Valfrè ha detto...

Eh, più si scorre tra i blog e più le liste si allungano prima ancora di entrare in libreria...Ma voglio credere che anche i libri non letti e che periodicamente ritroviamo in tanti commenti un pochino riescano a parlarci ugualmente