domenica 14 giugno 2015

Natura

Vincent Van Gogh, Alberi d'ulivo (1889)


Caro Theo, 
essere sensibili, anche profondamente, alle bellezze della natura non significa essere religiosi, sebbene io ritenga che le due cose siano strettamente connesse l’una all’altra.

Vincent Van Gogh, lettera al fratello Theo del 17 settembre 1875

3 commenti:

Patricia Moll ha detto...

Ciao, ho visto lettere autografe doi Van Gogh alla mostra che si è tenuta a Milano all'inizio dell'anno.
Ho visto quadri stupendi, colori pieni e vivi.

Quanto alla frase che hai citato, sono d'accordo. La religiosità per me è una cosa intima che poco ha a che vedere con riti celebrativi vari.
La sensibilità nei confronti delle cose belle che ci circondano è un rendere grazie a chi ce le ha date. Rispettarle è un rispettare questo essere.
Se poi la sensibilità si allarga anche ai nostri simili più bisognosi o alle brutture della vita, allora ritengo che la religiosità sia completa. Anche senza preghiere preconfezionate.
Ciao e buona domenica.

Pierpaolo Valfrè ha detto...

Ciao Patricia, buona domenica anche a te!
Le lettere di Vincent Van Gogh al fratello Theo sono molto interessanti per cercare di entrare un po' nella sensibilità complessa di questo grande artista. E leggendole, non si può fare a meno di frugare nella memoria, nei libri o su Internet per cercare di avvicinarci un po' al mistero del suo genio...

Patricia Moll ha detto...

Vero! Come tutti i geni è difficilmente decifrabile.
Nella sua "follia" però è stato un grande genio. I suoi quadri hanno una potenza incredibile. Non credo di essere mai stata così colpita come di fronte ai suoi dipinti , a tu per tu con loro...
Un'esperienza unica!