sabato 18 ottobre 2014

Il fascino misterioso di Petra



“Petra è il più bel luogo della terra non per le sue rovine, ma per i colori delle rocce, tutte rosse e nere con strisce verdi e azzurre, quasi dei piccoli corrugamenti, e per le forme delle sue pietre e guglie, e per la sua fantastica gola, in cui scorre l’acqua sorgiva. Di questo paesaggio ho letto una serie infinita di descrizioni che però non riescono assolutamente a darne un’idea conforme al vero e sono sicuro che nemmeno io vi riuscirei. Quindi tu non saprai mai che cosa sia la realtà di Petra, a meno che tu non ci venga di persona”
Lawrence d’Arabia




“E’ come entrare nel grembo del mondo, nello sconfinato ventre della Terra. Si avverte la memoria, la venuta dei profeti, e la partenza delle carovane verso regni lontani”

Gamal al Ghitani, 1993






 “Trovatemi un’altra meraviglia così ben conservata nel medio oriente, una città rosa, antica quanto metà del tempo”
 John William Burgon,  Petra 1845


“It seems no work of Man's creative hand,

by labor wrought as wavering fancy planned;

But from the rock as by magic grown,

eternal, silent, beautiful, alone!

Not virgin-white like that old Doric shrine,

where erst Athena held her rites divine;

Not saintly-grey, like many a minster fane,

that crowns the hill and consecrates the plain;

But rose-red as if the blush of dawn,


that first beheld them were not yet withdrawn;

The hues of youth upon a brow of woe,

which Man deemed old two thousand years ago,

match me such marvel save in Eastern clime,

a rose-red city half as old as time.”

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