sabato 1 marzo 2014

Risveglio



Capita che finisci un lavoro pesante, faticoso, impegnativo, difficile, ma soprattutto nauseabondo, oscuro, mefitico, che ti scava dentro e lascia il segno, che non ti dà titoli di merito ma piuttosto fastidi, complicazioni, ansia e amarezza  eppure è un lavoro necessario, utile, importante, a cui non puoi sottrarti.

Lo finisci, finalmente, e non ti sembra vero.

D’un tratto spariscono le nebbie che per settimane ti nascondevano il cielo, rendevano pesante l’aria e impregnavano  le ossa , il corpo e l’ anima di un’umidità viscida e malsana.

Respiri.

Svuotato, leggero e ancora incredulo, vedi sorgere nuovamente il sole e ti rincuora la tua immutata capacità di  rallegrartene.

Sono dei bei momenti.  Sono le volte che assapori  fino in fondo le cose che ti riempiono la vita:  la tua famiglia, il tuo amore, i tuoi piccoli rifugi. E ti senti nuovamente in pace con il mondo.

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