giovedì 5 dicembre 2013

Walt Whitman



Di molti scrittori è noto il perfezionismo maniacale, unito al carattere schivo e riservato. Italo Calvino invitava i giovani a non lasciarsi abbagliare dal fascino del “lavoro creativo”, avvertendo che la creatività richiede una dura e solida preparazione di base, senza la quale le “ali di farfalla” rimarrebbero un impiastro insignificante e inconsistente. Meglio dedicarsi prima alla ruvida tavolozza e legno e poi, soltanto poi, alle “ali di farfalla”, senza mai abbandonare disciplina e sobrietà. Calvino è perfetto per ricordare ai giovani che fatica e preparazione sono il fondamento di qualsiasi speranza di successo (letterario e non solo).  E ogni giovane solitamente dispone di due genitori, un numero variabile di insegnanti, qualche amico sincero, un parroco, qualche zia o nonno saggio, che gli ricordano ogni giorno questa semplice ed efficace regola di vita.
Ci sono invece scrittori un po’ vanesi, megalomani, allergici al lavoro e alla fatica, dei tipi un po’ ridicoli che si paragonano a Dio, che declamano sulla spiaggia i versi di Omero, che ben prima di Amazon hanno iniziato a stampare e vendere in proprio le loro opere, che fingono di aver compulsato libri mai letti o aperti a stento, che sono così: simpaticamente e oziosamente irriverenti, geniali, forse pessimi scrittori, pessimi poeti, cattivi maestri, eppure grandi nel perseguire il proprio sogno senza curarsi dei risolini tristi delle persone che hanno rinunciato ai propri, di sogni.
Walt Whitman era uno di questi cattivi maestri, pessimo poeta, inguaribile scansafatiche, “persino” pederasta. Oggi la sua bella barba ottocentesca è stampata in eleganti volumi rilegati, le sue poesie sono incluse nelle antologie scolastiche, la sua opera ha ispirato film di successo. E in quanto all’omosessualità, bé oggi fa decisamente “curriculum”.
“Ma certo”, gracchiano i censori dei sogni altrui, “Whitman è Whitman, non vogliamo mica sostenere che tutti hanno i requisiti!” No, infatti non tutti hanno i requisiti. A tutti è data la capacità di sognare, ma non tutti hanno le doti o la fortuna per realizzare il loro sogno. Ma Whitman e lì a ricordare ai giovani una cosa molto semplice: provateci. Provateci fin che siete in tempo, e credeteci. Da cattivo maestro può permettersi di sfidare per una volta i vostri genitori, gli amici saggi, gli insegnanti, i nonni e le zie per dirvi: non rinunciate troppo presto a combattere, seguite le vostre passioni, altrimenti inacidirete come quella vecchia di De Andrè: …”così una vecchia mai stata moglie, senza mai figli, senza più voglie, si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto…”

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