mercoledì 23 ottobre 2013

Sedriano, il sindaco e l'insipienza

Da circa sette anni vivo a Sedriano, un comune a pochi chilometri da Milano. La scorsa settimana Sedriano ha conquistato un "primato" poco invidiabile: è il primo caso in Lombardia di consiglio comunale sciolto per infltrazione mafiosa: 
 http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_16/ndrangheta-sciolti-consigli-comunali-sedriano-milano-ciro-crotone-f25d4a42-35ef-11e3-9c0c-20e16e3a15ed.shtml


 Il sindaco continua a proclamarsi innocente, anzi, secondo una moda che purtroppo non passa mai, un "perseguitato politico":

Chi leggesse queste notizie senza conoscere Sedriano potrebbe immaginarsi un paese simile a quelli raccontati da Saviano in Gomorra.
Ma si sa che esistono tanti tipi di realtà, o di verità. C'è una realtà mediatica, fatta inevitabilmente di semplificazioni, forzature e reticenze. C'è una realtà processuale, che a passo di lumaca si fa strada lungo il tortuoso percorso delle procedure, tra mille insidie ed imboscate e quando arriva al traguardo non trova più nessuno ad accoglierla. E poi c'è l'esperienza quotidiana di chi vive dentro quegli avvenimenti che i giornali e i tribunali provano a raccontare.
Non si tratta propriamente di piccole differenze, di sfumature.
Per quel che vale il mio punto di vista, posso solo dire che a Sedriano i boss mafiosi non ci aspettiamo di incontrarli al bar, semmai di vederli al cinema o in tv.
Ma, visto che ho tirato in ballo Gomorra, c'è un altro aspetto che riguarda questa vicenda. Si tratta della capacità delle organizzazioni criminali di insinuarsi senza apparire, di blandire il potere, assecondarlo per poi usarlo, aprire attività commerciali lecite per foraggiare, riciclare e coprire quelle illecite.
Dagli amministratori pubblici (ma anche dagli amministratori e dai dirigenti dove investiamo i nostri soldi, dalle banche, dai giornali, etc.) ci aspettterebbe quindi non solo "onestà", ma anche un comportamento avveduto che sappia tenere ben lontani questi tentativi di commistione tra ciò che è sporco e ciò che è pulito.
Non mi basta sapere che il mio sindaco non è mafioso, anche perchè, pur sapendo che ormai non bisogna stupirsi di nulla, farei fatica a credere il contrario. Vorrei che avesse anche l'accortezza e il buon senso di tenersi alla larga da certi figuri, vorrei che non stipulasse patti col diavolo per ambizione politica, vorrei che non fosse distratto e che tenesse gli occhi ben aperti, perchè non lo abbiamo eletto a quella carica per fare Cappuccetto Rosso o Alice nel Paese delle Meraviglie e  vorrei che capisse che si può sbagliare per dolo ma anche per colpa.


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