martedì 17 settembre 2013

La donna della domenica

Il cinema ci ha regalato numerose coppie indimenticabili: Stanlio e Ollio, Starsky e Hutch, Bud Spencer e Terence Hill, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Paolo e Vittorio Taviani, etc.
Molto meno la letteratura: scrivere è già una lotta sufficientemente impegnativa con se stessi e difficilmente si ha voglia di portare il combattimento anche al di fuori delle propria mura.
Una bella eccezione è rappresentata dal torinese Carlo Fruttero (1926-2012) e dal romano Franco Lucentini (1920-2002), che prima di scrivere numerosi romanzi di successo cementarono il loro sodalizio prima alla casa editrice Einaudi, poi dirigendo la collana di fantascienza Urania di Mondadori e infine come corrosivi editorialisti del quotidiano La Stampa.
"La donna della domenica" è un celebre giallo che si svolge a Torino nei primi anni settanta, con i personaggi che si muovono tra via Mazzini, via Fratelli Calandra, via San Massimo, via Cernaia, piazza Solferino, il Balùn, la collina.
"Il martedì di giugno in cui fu assassinato, l'architetto Garrone guardò l'ora molte volte". Così l'incipit di questo giallo classico, che si apre con un delitto (Garrone viene ucciso con un fallo di pietra), ci introduce un buon numero di indiziati e colloca al centro della scena un commissario che, scavando e scavando, ci regala una galleria di varia umanità: dall'equivoco architetto Garrone, alla gatta morta Anna Carla, moglie annoiata dell'industriale Vittorio Dosio (una che sembra anticipare di qualche decennio la Giulia Sofia di Maurizio Crozza e che si pone il problema se parlando in italiano la pronuncia di Boston possa avere tutt'e due gli o ben rotondi, oppure occorra mettere insieme il suono Baaast'n) dall'ambiguo Massimo Campi alla sanguigna signora Tabusso, dall'americanista Bonetto al gallerista Vollero, all'impiegato comunale Lello Riviera, che per sua sfortuna si mette ad indagare in proprio.
Per bilanciare il sapore dolciastro di tanta umanità torinese, Fruttero&Lucentini schierano in campo un commissario siciliano, che di cognome fa Santamaria, con un vice siciliano pure lui, che si chiama De Palma.
Il delitto avviene di martedì, e la domenica mattina al commissario viene l'idea della soluzione. Di mezzo non ci sono nè RIS nè NCIS, ma una bella e scorrevole commedia all'italiana, con Santamaria e Anna Carla in primo piano e una pungente e ironica descrizione di tanti tipi umani che ci sono familiari da sempre.
Non a caso il grande Luigi Comencini ne ricavò un film molto gradevole (niente a che vedere con l'inguardabile fiction di un paio d'anni fa) con Marcello Mastroianni nella parte di Santamaria (diventato romano nell'adattamento cinematografico) Jacqueline Bisset nella parte di Anna Carla e Jean Louis Trintignant nella parte di Massimo Campi.


Fruttero&Lucentini, La donna della domenica

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